domande frequenti

Interpellando diverse ditte si riscontrano prezzi diversi, con differenze a volte consistenti. Come mai? Innanzitutto bisogna accertarsi che i prodotti confrontati siano completi di tutte le lavorazioni, dal massetto di sottofondo al trattamento a cera. Le regole per la costruzione del terrazzo sono descritte in modo chiaro e semplice nel Manuale di Garanzia e Qualità del Consorzio del Terrazzo alla Veneziana, regole alle quali noi ci atteniamo scrupolosamente come abbiamo cercato di illustrare nelle pagine di questa presentazione. Tecniche approssimative, operazioni sbrigative unitamente all’impiego di materiali non appropriati e di bassa qualità vengono tuttavia impiegati per presentare sul mercato un prodotto a basso costo che poco o nulla ha a che vedere con il vero terrazzo “alla veneziana”.
Qualità e prezzo sono fattori direttamente proporzionali: non può esistere un terrazzo di qualità elevata a basso prezzo, e viceversa!
Si vedono spesso pavimenti in terrazzo con crepe più o meno vistose.
Come mai?
Si possono evitare?
Una lavorazione accurata, svolta nei tempi, nei modi e con i materiali appropriati dovrebbe scongiurare il pericolo di spaccature della superficie. È di fondamentale importanza individuare il posizionamento dei giunti di dilatazione e di separazione delle campiture al fine di interrompere le tensioni presenti nel corpo del terrazzo.
Crepe sottili definibili come “cavilli da ritiro” appena percettibili alla vista possono essere accettate come imperfezione di un prodotto artigianale costruito in loco; spaccature estese ed evidenti, se non causate da accertati cedimenti strutturali, sono sempre ascrivibili ad errori nel procedimento di lavoro e di certo non accettabili come caratteristica del prodotto. L’impiego di tecniche sbrigative e di materiali a basso costo sono la causa principale di tali inconvenienti.
Nel caso delle micro-fessurazioni (cavilli da ritiro) è possibile intervenire con un buon risultato estetico mediante la sigillatura con resina; nei casi più gravi è preferibile la demolizione ed il rifacimento del terrazzo intero.
Che differenza esiste fra un terrazzo a legante cementizio e uno in resina? Il terrazzo in cemento (o a legante misto calce/cemento) viene eseguito con tecnica tradizionale. Tutto quanto illustrato in questa presentazione — fasi di lavorazione, materiali, tempi di posa e stagionatura — fa parte della secolare tradizione di questo tipo di pavimentazione.
Il tentativo di riprodurre con materiali sintetici l’originale terrazzo “alla veneziana” ha creato una copia artificiale, una sorta di simil-terrazzo che di certo non migliora l’originale né da un punto di vista estetico, né da quello qualitativo, né tantomeno da quello economico. Non avendo dati certi a disposizione non possiamo pronunciarci sulla questione della eco-sostenibilità di un prodotto a base di resina epossidica o poliestere sul quale dobbiamo svolgere le attività della vita quotidiana.
Quanto tempo s’impiega per
la costruzione di un terrazzo?
Il lavoro viene eseguito in fasi successive (sottofondo, seminato, levigatura grezza, lucidatura, trattamento finale) in un arco di tempo stimato di 6/8 settimane.
Relativamente alle ultime due fasi — lucidatura, trattamento finale — è possibile concordare una tempistica diversa adatta allo stato di avanzamento del cantiere.
Di quale manutenzione necessita il terrazzo? Il terrazzo viene consegnato con un trattamento a base di cera naturale in pasta che, oltre a ravvivare i colori e a rendere la superficie brillante, costituisce una buona protezione oleo-idro repellente.
Si consiglia di ripetere il trattamento protettivo con delle semplici operazioni da ripetere almeno quattro volte l’anno, ovvero:
· lavaggio con acqua e detersivo neutro;
· ceratura con cera liquida a base acqua;
· lucidatura con lucidatrice.
L’operazione può essere svolta solo sulle zone di maggiore calpestio.
Quali sono le sostanze che possono rovinare o macchiare il terrazzo? Certamente le sostanze acide; lavare spesso il terrazzo con un detersivo inappropriato può rovinare il terrazzo al punto di rendersi necessaria una rilucidatura completa. Si eviti, pertanto, di usare detersivi a base acida (cloro), ammoniaca, candeggina, decalcificanti (alcol va bene). Si usi preferibilmente un detersivo neutro per pavimenti avendo l’avvertenza di non eccedere nel rapporto acqua/detersivo per evitare di dover sciacquare il pavimento.
Aceto, succo di frutta (arancia, limone ecc.), vino e tanti altri alimenti che contengono sostanze acide (acido acetico, acido citrico ecc.) provocano il tipico alone opaco una volta cadute sul terrazzo. Detto per inciso che l’effetto è comune a tanti altri pavimenti, specialmente a base marmo, si può intervenire sulla macchia semplicemente con della cera — meglio se in pasta — da strofinare con un panno una volta asciugata. Se il difetto permane si può ripetere l’operazione senza timore di danneggiare il pavimento. Nei casi più ostinati è preferibile richiedere l’intervento del terrazziere.
Le macchie oleose tendono a sparire nel tempo: vengono infatti assorbite dal terrazzo in poche settimane. Eventualmente si possono usare con la dovuta attenzione solventi come il diluente nitro, l’acetone, la benzina avio.

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